Emendamenti sul DDL del gioco d’azzardo patologico

Non si riesce a comprendere, anche con tanto impegno, quale potrebbe essere il fine/obbiettivo della Legge Delega relativamente al gioco: sarà quello di regolamentare ed organizzare il comparto o sarà quello di farlo inevitabilmente sparire?

Gli emendamenti continuano a crescere, ad “allargare il loro tiro” e mettono in condizione gli operatori di “avviare attività” nel “deserto” di territori lontani da “luoghi sensibili” e, quindi, “dispersi nel nulla”.

Qualora si possa individuare “qualcosa” ubicato “nel nulla” -quindi in area “non sensibile”- questa dovrà ospitare le slot machine in un ambiente separato dal resto dell’attività, chiuso, non dotabile di area fumatori e non abilitato al consumo di bevande alcooliche e non potrà avere orari di esercizio superiori a quelli degli altri esercizi commerciali: chi potrà mai investire in queste condizioni?

La prevenzione al gioco d’azzardo patologico passa attraverso “la rimozione” del gioco legale. Duecentomila persone del settore rischiano di “andare a casa” (e con loro gli 8 miliardi di gettito erariale connesso al solo Preu) perchè settemila italiani sono in cura per il Gap, ed altrettanti sono “forse” a rischio di esserlo… ammesso che i dati rispecchino la realtà e che si possano “censire” i giocatori “accaniti”.

L’allarme sociale sul Gap rischia di penalizzare il comparto e quasi diventa un “allarme” paragonabile alla “vecchia influenza aviaria” (decimazione della popolazione di mezza Europa se non vaccinata subito) e che provocò solo un immenso accatastamento di farmaci mai usati da alcuno.

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giugno 29, 2014 by : • Nessun commento
Federico Novelli

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Caporedattore di Casinoliveitalia.com

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