Il GAP non si combatte in tribunale

Si potrebbe dire: finalmente un Tar (del Lazio) che “dà ragione” ad un operatore del gioco e contrasta una legge comunale (Comune di Formia) che statuisce l’orario di accensione delle slot machine “trincerandosi dietro il dito” della moralità che fa risalire a queste macchinette la nascita ed il dilagare dei disagi psicologi di “tutto il genere umano”.

Allora, senza enfatizzare troppo questo risultato e senza andare eccessivamente contro le Amministrazioni Comunali bisognerebbe una volta per tutte allontanarsi dalla strada della “demonizzazione” del gioco e comprendere che non è certamente continuando a proporre ricorsi in tutta la Penisola che si risolverà la problematica del disagio del gioco patologico: sarebbe ora che tutti se ne rendessero conto e che si facesse qualcosa in merito… ma non solo a parole, ci vorrebbero fatti!

Gli “amanti del gioco d’azzardo” si augurano che questa sentenza possa essere “l’apri-pista” per un dialogo finalmente positivo con le Amministrazioni locali, affinché si comprenda che i problemi dei giocatori “a rischio” non si risolvono con la “carta bollata”, ma con tanto buonsenso ed attraverso la concertazione con le associazioni di categoria per informare sul gioco, responsabilizzare gli utenti… ma non certamente opponendo divieti su divieti che non fanno altro che limitare il diritto di impresa di coloro che nel settore del divertimento vedono e sentono possibilità lavorative, professionali ed innovative. Certo è una grande presa di coscienza questa, un allontanarsi dalla demagogia che si è creata attorno al mondo-gioco ed un’apertura verso l’inserimento delle aziende del gioco nel sociale del Paese…. finalmente!

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ottobre 19, 2015 by : • Nessun commento
Federico Novelli

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Caporedattore di Casinoliveitalia.com

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